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Opera originale
Venezia: Aldo Manuzio, ottobre 1502. Prima edizione (editio princeps). (it.wikisource.org)
Facsimile digitale
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Trascrizione italiana
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Principi editoriali
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May 28, 2026
Opera originale
ZYCHI in lingua vulgare, greca, e latina così chiamati, e da Tartari, e Turchi domandati Ciarcassi, & in loro proprio lenguagio appellati Adiga, habitano dal fiume dela Tana su Lasia tuta quel ora maritima, verso el Bosphoro Cimerio. hoge dì chiamato vospero, et bocca de S. Zohane. e boca de mar de Ciabachi, e de mare di Tana. Antiquitus palude meotide. Inde poi fora la boca per costa maritima fin apresso al cavo di Bussi, per Sirocco verso el fiume Phasi. e quivi confiniano con Angaxia cioè parte di Colchide. E tuta lor costiera maritima fra dentro la palude predicta, et fora, pò essere da miglia .ccccc. Penetra intra terra per Levante giornate octo, o circa in lo più largho. Habitano tuto questo paese vicatim senza alcuna terra, o loco murato. Et loro magiore e megliore loco, è una valle mediterranea piccola chiamata Cromuc, meglio situata, et habitata chal resto. Confiniano fra Terra con Scythi, cioè Tartari. La lingua loro è penitus separata da quella de convicini, e molto fra la gola. Fano professione di christiani, & hanno sacerdoti ala greca. Non si baptizano, se no Adulti da octo anni in su, e più numero insieme, cum simplice asperges daqua benedecta alor modo, & breve benedictione di dicti Sacerdoti. Li Nobili non intrano in chiesa che non habiano .lx. anni, che vivendo de rapto como fano tuti, li pare non essere licito, e crederiano profanare la chiesa. Passato dicto tempo o circa, lasciano lo arrobare, & alhora intrano a quelli officij divini, iquali etiam in iuventute ascoltano fora sula porta dela chiesia. ma a cavallo, et non altramente. Le loro donne parturiscono sula paglia, laquale vogliono sia el primo lecto de la creatura. Poi portata al fiume quivi la lavano, non obstante gelo, o fredo alcuno molto peculiare a quelle regioni. Impongono ala dicta creatura el nome de la prima persona aliena, quale intre poi lo parto in casa, et se è greco, o latino, o chiamato ala forestiera, li aiungono sempre a quel nome uc. como a Pietro, Petrúc. a Paulo, Paulúc etc. Ipsi non hanno, né usano litere alcune, né proprie, né strangiere. Loro Sacerdoti officiano a suo modo con parole, et charatere greche senza intenderle. Quando li accade far scriver ad alcuno, che raro el costumano, fanno far lofficio a Iudei per la magior parte, con litere hebree, ma lo forzo mandano luno a laltro Ambasciatori abocca. Fra loro sono Nobili e vasalli e servi o schiavi. Li nobili tra li altri sono molto reveriti et la magior parte del tempo stano a cavallo. Non patiscono che li subditi tengano cavallo, et se acaso un vasallo alleva alcun polledro cresciuto che è, de subito li è tolto dal gentilhomo, e datoli bovi per contra, digendoli questo taspecta, e non cavallo. Fra loro sono de dicti nobili assai signori di vasalli et viveno tuti senza subiectione alcuna luno a laltro né vogliono superiore alcuno, se non dio, né tengono veruno administratore di iustitia, ne alcuna legie scripta. la forza o la sagacità o interposite persone sonno mezi di loro litigij. Di una gran parte di dicti nobili luno parente amaza laltro, et lo più de li fratelli. et sì presto che lun fratello ha morto laltro, la proxima nocte dorme cum la moglie del defuncto sua cognata, per che se fanno licito havere etiam diverse moglie, quale tengono poi tutte per legitime. Subito chel figlio del nobile ha do o tre anni lo dano in cura ad uno deli servitori, el qual lo mena ogni dì cavalcando con uno archeto picolo in mano, et come vede una gallina, o uccello, o porco, o altro animale, lo insegna a saettare e poi deventato più grandetto, ipso medemo va a caccia dentro da li loro proprij casali a dicti animali. né lo subdito oseria farli alcun obstaculo. E facti che sono homini la loro vita è quotidie ala preda di fiere salvatiche e più di domestiche, et etiam di creature humane. Loro paese per la magior parte è palustre molto occupato di cannuccie e calami, de la radice di quali sacoglie el calamo aromatico. Le quale palude procedeno da i gran fiumi del Tanai similiter hoge così chiamato, et Rhombite dicto Copa, et più altre grosse e picole fiumare, quale fanno molte bocche equasi infinite paludi, come sè dicto, fra le quale sono facti assai meati, e transiti e così furtivamente per simili passi secreti insultano i poveri villani. et li animali de li quali con li proprij figlioli ne portano la pena. pero che straportati da un paese ad un altro li barattano e vendeno. Et imperò che in quel paese non se usa, né corre alcuna moneta maxime neli mediterranei, li loro contracti se fanno a boccasini, che è una peza di tela da fare una camisa, et così ragionano ogni loro vendita, et apretiano tutta la mercadantia a boccasini. La maior parte di dicti populi ven-
duti, sono conducti al Chairo in egypto. et così la fortuna li transmuta da i più subditi villani del mondo a de li maggiori stati e signorie del nostro seculo, como Soldano, Armiraglij etc. Loro vestimenti di sopra sono de feltro a guisa de peviali de chiesa portandolo aperto da una de le Bande per caciare lo dextro Bracio fora. In testa una berretta etiam de feltro in forma de uno pane de Zuccaro. Sotto dicto manto portano trelicci così chiamati de seta o tela affaldati e rugati da la centura in giù, quasi simili a le falde de lantiqua armatura Romana. Portano stivali e stivaletti luno sopra laltro assettati e molto galanti e calzebrache di tela larghe. Portano mostaccij di barba longissimi. Portano etiam continue allato questaltre artegliarie, cioè fucino da foco in uno polito borsotto di coiro facto e recamato da loro donne. Portano rasoro e cota de petra daffilarlo, con lo quale si radeno luno laltro la testa lasciando sul vertice un lineo de capelli longo et intreciato, che alcuni vogliono dire sia per lasciare appiglio a la testa, se alloro fussi mai tagliata, aciò non sia fedata, e deturpata la facia con le man sanguinente et brutte de lhomicida. Si radeno etiam lo pectenale sempre che siano per combactere, dighando che saria vergogna e peccato essere visto morto con peli in tal loco. Gettano foco a case de inimici, qual tutte sono di paglia, atacati solfarini accesi a freze. Tengono in casa coppe doro grande da .ccc. fin in .ccccc. ducati, dico li potenti, et ancora di argento, cum le quale beveno cum grandissima cerimonia in uso più al bevere, cha a molti altri loro apparati, bevando continue et a nome di dio, e a nome di sancti, e di parenti, e di amici morti, commemorando qualche gesti egregij et notabile conditione con grandi onori e reverentie, quasi come sacrificio, et cum lo capo sempre scoperto per magiore humilità. Dormeno cum la lorica, così da loro chiamata che è camisa de maglia sotto la testa per guancial, et con le arme appresso, et levandosi al improvista de subito se vesteno dicta panzera, et se drizano armati. Marito e moglie iaceno in lecto capo a piedi e loro lecti sonno de coiro pieni di fiori di calami o iunchi. Tenghono questa opinione fra loro che non si debi reputare alcun di generation nobile, de la quale se habia notitia per alcun tempo essere stata ignobile, se bene havesse poi procreata più re. Vogliono chel gentilhomo non sapia fare né conti, né negotij merchantili, salvo per vendere loro prede, dighando non spectare al nobile se non regere populi et defensarli & agitarsi a caccie, & ad exercitij militari. E assai laudano la liberalità e donano facilissimamente ogni loro utensile da cavallo & arme in fora. Ma de loro vestimenti sopra tutto ne sono non solum liberali, ma prodighi, e per questo accade ut plurimum siano di vestiti pegio in ordine, cha subditi. E tante fiate lanno che si fano veste nove o camise de seta cremesina da loro usitate, de subito li sonno requeste in dono da vassalli. & se recusassino di darle o ne demonstrassino mala voglia, line seguiteria grandissima vergogna. & per ciò in continente li è diman-data, et in quel instante proferendola se la spogliano, et per contra pigliano la povera camisa de lo infimo domandatore per la magiore parte trista et sporca. E così quasi sempre li nobili sono pegio vestiti de li altri, da stivali, arme e cavallo in fora, che mai non donano, ne le quale cose sopra tutto consiste la loro pompa. & più fiate donano quanto mobil hanno per avere uno cavallo, che gli agrada, né tengono cosa più pretiosa di uno optimo cavallo. Se li accade acquistare ala preda o in qualcaltro modo oro o argento, de subito lo despensano in poculi predicti o in guarnimenti di selle o per uso dadornamenti militari. Quanto per spendere fra loro non lo costumano e potissime li mediterranei, che quelli de le marine sono più avitiati a negotij. Combatteno quotidianamente cum Tartari da iquali, da ogni banda quasi sono cincti. Passano etiam lo Bosphoro su la Taurica Chersoneso provincia dove è situata Chafa Colonia constituta ab antiquo da Genoesi. & passano volentiera dicto freto a linvernata chel mare è gelato a preda di habitanti Scythi. E poco numero di loro caccia gran gente di quella, per che sono molto più agili e meglio in ordine di arme e di cavalli et demonstrano più animosità. Le loro armature da testa sono proprie a ponto como se vede sule antiquaglie cum le retenute per le guance atachate soto la gola al modo antiquo. Tartari sono più patienti ad ogni necessità tanto che è cosa mirabile e così più fiate vincono precipue quando se poteno conducere in qualche extreme palude o neve o giacci o lochi penuriosi dogni bene, dove per constantiae obstinatione lo più dele volte vincono. Dicti Zychi per la magior parte sono formosi e belli et al Chairo fra quelli Mamaluchi et Armiragli che lo più di loro sono di tal stirpe (come se dicto) si vede gente di grande aspecto. Et di loro donne el simile, quale sonno nel proprio paese etiam cum forestieri domesticissime. Usano lofficio de la hospitalità generalmente ad ognuno cum grande careze, et lo albergato et lo albergante chiamano conacco, como lospite in latino. Et ala partenza lhospite acompagna el conacco forestiero per fin ad unaltro hospitio e lo defende, e mette li besognando la vita fidelissimamente. E ben che (come sè dicto) tanto se costume lo depredare in quelle parte, che vene a parere guadagno quasi de iusto affanno, tamen a loro conacchi usano molta fidelità et in casa loro et fora cum grandissime carezze. Lasciano manegiare le loro fanciulle vergine dal capo ali piedi precipue in presentia de parenti salvato sempre lacto venereo. Et reposandosi lo forestiero conacco o adormito, o risvegliato chel sia, dicte fanciulle con molte vezi li cerchano le police o altre sporchitie come cose peculiarissime et naturale a quelli paesi. Intrano dicte poncelle nude neli fiumi ad ochij vedenti di ogniuno, dove se vede numero infinito di formatissime creature e molto bianche. El victo loro è una gran parte di quelli pesci Anticei così hoge dì daloro chiamati et etiam antiquitus secondo Strabone, che ineffecto sono sturioni più grossi e più piccoli. Et beveno de quellacque di dicte fiumare molto speciale ala digestione. Usano ancora ognaltra carne domestica et salvatica. Furmenti e vini duva non hanno. Miglio assai e simil altre semenze, de le quale fanno pane e vivande diverse et bevande chiamate boza. Usano etiam vino di mele dape.
Le loro stantie tutte sono di paglia di canne o de legniami. E gran vergogna saria ad uno signore o gentilhomo fabricare o forteza o stantia de muro forte, dighando che lhomo se demostreria vile et pauroso e non bastante né a guardarsi né a defendersi. E così tutti habitano in quelle case predicte, et a casale, a casale, né una minima forteza si usa o habita in tutto quel paese. Et perché se trovano alcune torre et muraglie antique, li villani a qualche loro proposito le adoperano, che nobili se ne vergogneriano. Loro medemi lavorano ogni dì le proprie saette etiam a cavallo, de le quale ne fanno perfectissime. E poche saette si trovano di magiore passata de le loro, cum spiculi o ferri de optima factione, temperatissimi e de terribil passata. Le loro donne nobile non se adoperano in altri lavori che in rechami etiam sopra corami. Et recamano borsotti di pelle per focini da foco (como di sopra sè dicto) et centure di coiro politissime. Le loro Exequie sono molto extranee.Poi la morte di gentilhomini li fanno thalami de legname alti a la campagna, su li quali pongono a sedere el corpo morto, cacciati prima li intestini. E quivi per octo dì sono visitati da parenti, amici et subditi, da i quali sono appresentati variamente, como di taze dargento, archi, freze et altre merzarie. Da li do lati del Thalamo stanno li do più strecti parenti di età, in piedi, apogiati ad un bastone per uno, et sul thalamo da man mancha sta una poncella con la freza in mano, sopra la qual ha uno fazoletto di seta spieghato, col quale li sta caciando le mosche, avegnia che sia lo tempo gelato, comè la più parte di lanno in quelli paesi. Et a facia del morto in terra piana sta la prima de le moglie, assettata sopra una cathedra mirando continuo lo marito morto constantemente e senza piangere, che lachrymando seria vergogna. E questo fanno per un gran pezzo del dì fin a lottava e poi lo sepeliscono in questo modo: prendeno un grossissimo arboro e de la parte più massiccia o grossa tagliano a sufficientia per la longheza, et lo sfendono in do parte e poi lo votano o cavano tanto che li stia lo corpo abastanza, cum parte deli donarij appresentati ut supra. Poi posto el cadavere nel cavato de dicti legni, lo pongono al loco statuto della sepoltura dovè gran multitudine de genti. Lì fanno la thomba così chiamata, cioè lo monte di terra sopra, e quanto è stato magior maestro et havuto più subditi et amici, tanto fano lo monte più excelso e magiore, havendo lo più strecto parente racolte tutte le offerte, et facto continue le spese a visitanti, e secondo è stato più amoroso et honorevole, tanto più e manco sepeliscono di dicte offerte col corpo.
Costumano etiam in dicte exequie a li gran maestri un altro sacrificio Barbaro opera meritoria di spectaculo: prendeno una poncella di .xij. in .xiiij. Anni, et posta a sedere sopra una pelle de Bo alhora amazato, et distesa col pelo sul solo dela terra, im presentia di tutti circunstanti homini e femine, el più gagliardo o ardito Iovene de quelli sotto lo so manto di feltro se prova a sponcellare dicta fanciulla. Et rare fiate che quella renitente non ne strache e tre e quatro e tal fiate più, nanzi chella sia vincta. Tandem poi lassa e stancha, cum mille promissione dessere tenuta per moglie o altre persuasione el valenthomo rompe la porta, et intra in casa. Et poi come vincitore mostra de subito a circunstanti le spoglie fedate di sangue, e così le donne presente forsi cum ficta vergogna, voltano la facia fingendo non volere mirare, non potendo però contenere lo riso etc. Poi la sepultura per più dì alhora del mangiare fano mettere in ordine el cavallo del defuncto, qual mandano a mano cum uno di servitori a la sepultura. Unde fina tre fiate per nome chiamato el morto lo convitano da parte di parenti et amici se vuole venire a mangiare. Et visto el servitore non havere alcuna resposta, retorna col cavallo a referire che non responde. Et così scusi parendo havere facto loro debito, mangiano et beveno a suo onore.